
Sapere quali siano le pozioni dell’amministrazione regionale in merito alle rivendicazioni della “Magnifica Comunità di Grado” e quali siano le reali garanzie che il progetto di valorizzazione turistica “Polo termale di Grado” mantenga inalterato anche per il futuro il principio di libera fruibilità del Parco delle Rose e del diritto di libero accesso e balneazione sul tratto di spiaggia adiacente.
È quanto chiede il consigliere regionale della Slovenska skupnost Igor Gabrovec, con un’interpellanza rivolta al presidente della Regione Renzo Tondo.
Il progetto del nuovo Polo termale di Grado, ricorda il consigliere regionale, è stato recentemente inserito fra le opere previste nel programma triennale dei lavori del Comune, ma sin dall’inizio del suo iter progettuale, si sono riscontrate opposizioni da parte di cittadini gradesi, ed in particolare della “Magnifica Comunità di Grado”, che rivendicavano lo stato in essere del vincolo degli usi civici sul Parco delle Rose, interessato dall’intervento in questione.
Tali opposizioni, continua Gabrovec, sono state formalizzate, in seguito, con varie forme di resistenza nei confronti di quanti, il Comune in primis, negavano le ragioni volte al mantenimento degli usi civici, richiedendo al Commissario regionale competente la cancellazione di ogni vincolo e rimettendo l’area interessata nella completa disponibilità del Comune di Grado.
La “Magnifica Comunità di Grado”, sottolinea l’esponente della Slovenska Skupnost, ha però richiamato i diritti acquisiti e che hanno, de facto, garantito la fruibilità e lo sfruttamento economico dell’area a favore della collettività gradese.
Di qui, l’invito di Gabrovec affinché la Giunta regionale si attivi per promuovere azioni che portino al coinvolgimento attivo, rispettoso e paritario della Magnifica Comunità di Grado in tutte le successive fasi di realizzazione del progetto di riqualificazione turistica. |